domenica 16 luglio 2017

lunedì 3 luglio 2017

UN MEDIOCRE ECCEZIONALE

Genio o macchietta?
E' questa la domanda che qualche italiano si sarà fatto su Paolo Villaggio, che ha pensato bene di salutare questo mondo in data 03.07.17.
Sicuramente la sua creatura più famosa, il Rag. Ugo Fantozzi, rimane uno dei più interessanti e gustosi ritratti della società italiana contemporanea.
Oggi la rete è intasata di omaggi al noto artista genovese, classe 1932, e le citazioni si sprecano, specie quelle delle vicende che vedono protagonista il ragioniere più famoso d'Italia. E non è un caso, perché forse è nell'alter ego Fantozzi che si cela la risposta alla domanda iniziale.
C'è da dire che le storie, nate carta e diventate pellicola, sono incentrate su una strana trinità, Villaggio - Fantozzi - Voce narrante, caratteristica che rende l'opera più unica che rara. Che l'autore si sia confuso con la creatura, o che il personaggio Villaggio non sia riuscito a tenere a bada il proprio egocentrismo? 
Se volessimo invitare un amico straniero a vedere un film di Fantozzi, dovremmo avvertirlo che per capirne la crudele ironia non basta conoscere la lingua italiana, ma è necessario anche conoscere gli italiani.
Villaggio infatti, per mezzo della sua creatura più famosa, ci fornisce una radiografia, completa e spietata, di noi italiani, senza tralasciare alcun aspetto, pubblico o privato. Il successo dell'operazione scaturisce dalla coralità delle storie, perché se è vero che il protagonista indiscusso rimane Fantozzi/Villaggio, è pur vero che egli viene letto alla luce del rapporto con gli altri personaggi che popolano il suo mondo: la moglie Pina, il Geom. Filini, il Megadirettore e molti altri, quasi a suggerire che ciò che siamo ha origine dal modo in cui decidiamo di rapportarci con gli altri.
Non ci dimentichiamo che la prima voce udita dallo spettatore, all'inizio del primo film, è quella della Signora Pina, la quale non ha più notizie del marito da diciotto giorni e quindi, come spiega all'indifferente centralinista della Megaditta, si sta permettendo di "cominciare ad essere rispettosamente in pensiero."(cit.)