mercoledì 7 febbraio 2018

5 ANNI DI BLOG o Il lustro dell'entusiasmo



Questo pezzo nasce per caso. Stavo aggiornando il profilo facebook e ho notato che l’avventura di questo blog è iniziata cinque anni fa. Penso “Oh, si va avanti….”. 
Non amo la frase “Il tempo passa”. Ha il sapore della passività, del subire il tempo. 
Altrapagina non è nata per questo. Altrapagina è nata per guardare avanti.
Per caso mi sono ricordato dell’anniversario, ma non è per caso che ho creato la pagina, come non è per caso che ho chiesto a Valentina di darmi una mano.
Questo blog è nato dalla passione per la lettura. In genere chi si mette a scrivere è abituato a leggere molto, e avendo finito di leggere quello che aveva, è rimasto con un po’ di quello che chiamo “appetito intellettuale”.
C’è gente che impara a cucinare per preparsi il proprio piatto preferito, noi scriviamo perché giri in rete qualcosa di piacevole da leggere. Ed è chiaro che se quello che scriviamo piace a sempre più persone, siamo più contenti.
Per questo Altrapagina nasce per guardare avanti, per guardare oltre.
Risultato che cerchiamo di ottenere studiando e ragionando sui contenuti da proporre, sullo stile da adottare, sulla cura del blog. Non è un lavoro, perché nessuno ci paga (Sponsor! Dico a voi…) ma è un’attività, fatta per passione. Quindi portata avanti con passione.
Quindi cosa festeggiare oggi? Cinque anni di entusiasmo, direi. E la consapevolezza che ne è valsa la pena. Non uso congiuntivo perché non ho dubbi in proposito.
Concludo con un doveroso classico: il ringraziamento ai lettori.
Grazie di averci letto, criticato, incoraggiato. Spero che quanto fatto finora vi sia piaciuto perché, come detto prima, qua si va avanti.

lunedì 23 ottobre 2017

Hashtag fantastici e dove trovarli

Avendo noi tutti ormai capito che lavoro, casa, soldi, famiglia, figli e realizzazione di sé sono questioni su cui non spetta a noi decidere, le nostre capacità intellettive sono ormai impiegate in altre attività, come la ricerca di hashtag e meme, che detto così sembra si stia parlando di droghe sintetiche.
Nel tentativo di offrire ai lettori sempre di più, mi sono cimentato nella creazione di nuovi hashtag, raggruppati in questa rubrica, che avranno il compito di colmare il vuoto lasciato dal congiuntivo, prematuramente strappato al nostro affetto.


1.



Liberamente ispirato alle imprese delle Pancine, rese famose dal Signor Distruggere, questo hashtag è perfetto per chi vuole approvazione incondizionata da parte del popolo delle tastiere.


2.


Molti di noi ormai conoscono il programma Vite al limite e  il suo spin-off Vite al limite: e poi..., in onda su Real Time. Molti di noi avranno già capito che il successo del programma è dovuto al Dottor Nozwaradan, in arte Nozzy. Forte di un sorriso alla Prodi  e della voce di Dustin Hoffman, il medico del momento è risuicto a imporsi come star del programma.
Potete usare questo hashtag, abbinandolo ad altri come #pornfood e simili, quando scattate foto a cibi di vario genere, specie quelli grassi, saporiti e rigorosamente antidieta, tali da costituire un'affronto a Nozzy.



..to be continued

domenica 16 luglio 2017

lunedì 3 luglio 2017

UN MEDIOCRE ECCEZIONALE

Genio o macchietta?
E' questa la domanda che qualche italiano si sarà fatto su Paolo Villaggio, che ha pensato bene di salutare questo mondo in data 03.07.17.
Sicuramente la sua creatura più famosa, il Rag. Ugo Fantozzi, rimane uno dei più interessanti e gustosi ritratti della società italiana contemporanea.
Oggi la rete è intasata di omaggi al noto artista genovese, classe 1932, e le citazioni si sprecano, specie quelle delle vicende che vedono protagonista il ragioniere più famoso d'Italia. E non è un caso, perché forse è nell'alter ego Fantozzi che si cela la risposta alla domanda iniziale.
C'è da dire che le storie, nate carta e diventate pellicola, sono incentrate su una strana trinità, Villaggio - Fantozzi - Voce narrante, caratteristica che rende l'opera più unica che rara. Che l'autore si sia confuso con la creatura, o che il personaggio Villaggio non sia riuscito a tenere a bada il proprio egocentrismo? 
Se volessimo invitare un amico straniero a vedere un film di Fantozzi, dovremmo avvertirlo che per capirne la crudele ironia non basta conoscere la lingua italiana, ma è necessario anche conoscere gli italiani.
Villaggio infatti, per mezzo della sua creatura più famosa, ci fornisce una radiografia, completa e spietata, di noi italiani, senza tralasciare alcun aspetto, pubblico o privato. Il successo dell'operazione scaturisce dalla coralità delle storie, perché se è vero che il protagonista indiscusso rimane Fantozzi/Villaggio, è pur vero che egli viene letto alla luce del rapporto con gli altri personaggi che popolano il suo mondo: la moglie Pina, il Geom. Filini, il Megadirettore e molti altri, quasi a suggerire che ciò che siamo ha origine dal modo in cui decidiamo di rapportarci con gli altri.
Non ci dimentichiamo che la prima voce udita dallo spettatore, all'inizio del primo film, è quella della Signora Pina, la quale non ha più notizie del marito da diciotto giorni e quindi, come spiega all'indifferente centralinista della Megaditta, si sta permettendo di "cominciare ad essere rispettosamente in pensiero."(cit.)


martedì 20 giugno 2017

BITONTO PROMOTIONAL TOUR

L'Italia dovrebbe avere un'economia fondata sul turismo.
È un'idea che trova largo seguito, in un Paese dove si è convinti che turismo voglia dire rendita,  e che rendita stia per "attività che parte da sola e ti riempie di soldi senza che tu faccia nulla".
In realtà qualcosa va fatto, e in Puglia sembrano avere recepito il messaggio.
È il caso del Bitonto promotional tour, un prodotto nato dalla collaboeazione tra Regione Puglia, le cooperative Ulixes e Reartù, la Compagnia Fatti d'Arte e la Lauretana Viaggi.
Si tratta di un pacchetto turistico di nuova concezione, che si sviluppa all'interno della piacevolissima Bitonto, gradevole cittadina in provincia di Bari.
L'esperienza si caratterizza per l'attenzione dedicata al visitatore in tutte le fasi del tour, che viene seguito grazie a una sinergia realizzata tra diversi operatori locali.
Paroloni a parte, serve a soddisfare tutte le vostre curiosità sulla Puglia. Tutte.

domenica 1 gennaio 2017

PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO: VERSIONE 2.0

A conferma che le disgrazie non giungono mai da sole, dopo aver superato lo scoglio del “Cosa fare a Capodanno?” si può passare al “Cosa proporsi per il nuovo anno?”
Ecco quindi una lista di propositi “classici”, con la propria versione rivista e corretta, riportata in corsivo.
Scegliete i propositi che volete, tanto entro marzo ogni progetto andrà a farsi benedire. 



1 – Perdere peso dopo il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno

“Perdere peso” più che un proposito è la paura inconscia della “prova costume”, spauracchio mai abbastanza lontano, e che oggi affligge sia uomini che donne. Vi siete abbuffati con la scusa delle feste: accettatelo. 
Meglio che vi compriate un costume nuovo.

2 – Rimettersi in forma

Non rinnovate l’abbonamento in palestra dal 1995, mentre rinnovate l’abbonamento Sky con cadenza settimanale. Meglio proporsi di rinunciare a utilizzare l’ascensore, o di rinunciare alla macchina per andare a comprare il pane o il giornale, specie se potete provvedere con passeggiate di 5 minuti.

3 – Riprendere i contatti con persone con cui non ci si sente da molto tempo (parenti, amici,.…)

E’ un proposito. Che sia buono lo state affermando voi.

4 – Leggere di più

Ottima idea, ma cominciare dalla guida TV non è un buon inizio.
Quest’anno provate a cominciare dalle istruzioni della caldaia o della stampante: sono letture più istruttive.

5 – Mettere da parte dei risparmi

L’avete detto anche lo scorso gennaio, e poi avete speso tutti i vostri risparmi per il deludente cenone di Capodanno. 
Proposta: al proposito di risparmiare denaro aggiungete il proposito di investirlo meglio. 

6 – Viaggiare

Un viaggio è sempre un bel progetto, e questa affermazione, in tutte le sue varianti, è anche un’ottima frase fatta per sembrare profondi, intelligenti e non attaccati troppo al vile denaro. Avvertenze: può entrare in conflitto con il punto 5. 

6-bis – Fare un viaggio in Oriente

Sorvolando sul fatto che l’espressione “fare un viaggio in Oriente” ha un che di colonialista (se non addirittura di razzista) visto che l'Asia è 4 volte l'Europa, mi chiedo: ma perché nessuno pensa mai agli altri continenti, per esempio l’Antartide?

P.S.: Sì, l’Antartide è un continente. 

7 – Liberarsi del superfluo

Se state parlando di vestiti, buon per voi. Se state parlando di persone, ricordate: siamo sempre il superfluo di qualcun altro.

7-bis – Fare pulizia nella propria lista contatti

 Versione social del punto 7. 
La formula estesa sarebbe: "Cari contatti, vi ho concesso il privilegio della mia “amicizia” su Facebook, in modo da godervi i miei autoscatti nel bagno di casa e i miei inviti a giocare a FarmVille. Adesso pagatemi un tributo in commenti e “Mi piace” o vi cancello. Muahahaha..!"
Al momento di procedere, di solito si scopre che la metà dei contatti ha già provveduto alla cancellazione. 

Da un mese.

8 - Comprare casa

Con i propri soldi, ci si augura.

9 – Alzarsi un’ora prima dal letto (sì, ma perché?), trovare tempo per meditare (su cosa?), imparare ad essere felici (???), etc.

Tutti gli acquosi propositi radical-chic in salsa new age, utili solo a rimorchiare all’interno delle comunità vegetariane, possono essere sinteticamente rubricati sotto la voce “Varie”.

10 – Pensare a se stessi

Questo proposito, con tutti i suoi corollari (dire no, fregarsene degli altri, essere meno buoni, essere più egoisti, più stronzi, etc.) è l’unico che sia sempre stato rispettato nella storia dell’umanità.

Sarebbe ora di toglierlo dalla lista.

martedì 26 aprile 2016

Lui e lei al ristorante: chi paga?

Ci sono tantissimi motivi per cui una donna può decidere di intrecciare una relazione amorosa con un uomo, uno dei quali è voler passare del tempo divertendosi senza spendere una lira (o un euro). Io che scrivo sono una donna e non sono solita fare di tutta l'erba un fascio ma, parliamoci chiaro, anche in un'epoca in cui le appartenenti al gentil sesso si sono ormai emancipate e rivendicano la loro libertà d'azione, di pensiero, di espressione e di qualsiasi altra cosa, ci sono sempre le donzelle che sono ben contente di avere tutto pagato dal loro cavaliere.
Devo dire che, personalmente, accetto volentieri quando il mio accompagnatore vuole offrirmi il caffè, una pizza, il cinema o qualcos'altro, ma se la cosa si dovesse ripetere già due volte di fila mi sentirei leggermente umiliata. E non da lui, badiamo bene, che può comportarsi in maniera estremamente gentile nei miei confronti, ma da me stessa.

Fonte: http://www.lagrille.net/
Poco tempo fa mi è capitato di venire a sapere che in un noto ristorante della mia città (di cui non faccio il nome per due motivi: non voglio fare pubblicità e poi neanche me lo ricordo, essendo passato tanto tempo dalla scoperta) alle donne che si siedono a tavola insieme a degli uomini vengono consegnati dei menu speciali in cui accanto alle pietanze non sono indicati i relativi prezzi. Parlo al presente perché suppongo che questo locale esista ancora e che continui a fare questa differenza tra uomini e donne.
La compagnia in cui mi trovavo in quel momento - eravamo al mare, le cosiddette chiacchiere da spiaggia - si è immediatamente divisa in due fazioni: quelli contro e quelli a favore di questo modus operandi del ristorante. Io non voglio fare una critica al locale, ma da questa mia scoperta vorrei prendere spunto per fare una piccola analisi del mondo femminile e per capire come ci comportiamo noi donne al giorno d'oggi.

Fonte: http://coppia.pourfemme.it/
Quelli contro sostenevano che il fatto che le donne non leggano i prezzi di ciò che ordinano sia umiliante per le stesse, perché se tu non dai ad una persona la possibilità di vedere quanto costa ciò che sta acquistando significa che dai per assodato che sia completamente a carico dell'altra persona seduta a tavola con lei. In altre parole: "Mi prendi per una bambolina che si fa mantenere da quest'uomo? Credi che non sia in grado di pagarmi un piatto di pasta?". E poi, questione non meno importante: mettiamo che io, donna, abbia accettato di farmi offrire la cena da te, uomo, perché magari si tratta di un'occasione importante come un anniversario, un primo appuntamento o chissà che, mi piacerebbe vedere quanto ti sto facendo spendere, perché a meno che io non sia una totale stronza o che tu non sia Christian Grey (sì, su questo blog siamo rimasti gravemente segnati da Cinquanta Sfumature), non vorrei pesare troppo sulle tue finanze.

Fonte: http://www.mondorosashokking.com/
Passiamo adesso alle motivazioni di chi crede che la mossa del ristorante sia buona. La quasi totalità degli intervistati (no, scherzo, siamo sempre alle chiacchiere da spiaggia, nessuna intervista) dice che "è galanteria d'altri tempi in un mondo che si è modernizzato troppo". In effetti, il locale in questione - di cui non riesco ancora a ricordare il nome - è conosciuto per essere un luogo elegante in cui celebrare con una buona cena i momenti importanti della vita, anche di quella di coppia. 

Pur essendo sostenitori di "quelli contro", non si può certo dare torto a "quelli a favore", ma credo che l'unica pecca di questa bella mossa del ristorante sia il non prendere in considerazione l'uomo e la donna seduti al tavolo. Lei potrebbe offendersi, invece di essere lusingata dal menu senza prezzi, e lui potrebbe essere andato lì senza aver programmato di offrire la cena alla donna con cui si trova. Certo, se fosse l'uomo che, dopo aver fatto accomodare la propria donna chiedesse al cameriere di consegnarle il menu senza la specifica dei prezzi, la cosa sarebbe abbastanza diversa.

E voi che cosa pensate?